Post

La follia di un cavaliere

Immagine
Opera: L' Orlando furioso Autore: Ludovico Ariosto Poema cavalleresco in 46 ottave, pubblicato nella sua ultima edizione nel 1532, è’il capolavoro di Ludovico Ariosto. Come sappiamo, esso costituisce la continuazione del poema di Matteo Maria Boiardo “L’Olrando innamorato” che, sullo sfondo delle battaglie tra Cristiani e Saraceni, narrava dell’amore di Rinaldo e Orlando, i 2 più valorosi paladini di Carlo Magno, per Angelica la bellissima figlia del re del Catai (antico nome della Cina settentrionale). Benchè la trama dell’Orlando Furioso appaia molto complessa sia per il groviglio degli episodi che per i numerosi e svariati personaggi che vi si alternano, si possono distinguere tre filoni tematici principali: 1.        Il motivo bellico : la guerra tra Saraceni e Cristiani .  Le vicende sono ambientate a Parigi dove Carlo Magno e i suoi paladini cristiani si trovano a combattere contro i Mori e il loro re Agramante. Inizialmente la ...

Quando il colore e la parola si eguagliano...

Immagine
Titolo: La ragazza con l’orecchino di perla Genere: romanzo storico Autore: Tracy Chevalier Dipinto da cui l’autrice ha tratto ispirazione: “La ragazza col turbante” o “Ragazza con l’orecchino di perla”, olio su tela, conservato nella Mauritshuis dell’AIA. Artista: Jan Vermeer (1665-1666) Questo delicato romanzo di Tracy Chevalier costituisce un felice connubio di due forme d’arte sorelle: la pittura e la letteratura. A volte, mentre lo si legge, soprattutto in alcune parti descrittive, non si ha nemmeno più la percezione di dove finisca la lettura e inizi la pittura e viceversa. Queste due forme di comunicazione si mescolano tra loro in perfetta armonia. Il colore si equipara alla parola. Per gli amici lettori che ancora non hanno avuto modo di leggere  il romanzo, posterò di seguito un sunto citandone la fonte : http://www.neripozza.it/collane_dett.php?id_coll=1&id_lib=277 Delft, XVII secolo, una casa nella zona protestante della città… Griet, l...

La libertà di parola spiegataci da Salvatore Quasimodo

Immagine
QUASIMODO Alle fronde dei salici [da Giorno dopo giorno (1947)] E come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra il cuore, fra i morti abbandonati nelle piazze sull’erba dura di ghiaccio, al lamento d’agnello dei fanciulli , all ’urlo nero della madre che andava incontro al figlio crocifisso sul palo del telegrafo? Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese, oscillavano lievi al triste vento . E come avremmo potuto noi poeti comporre con il nemico nazista nel nostro territorio amato, tra i cadaveri abbandonati nelle piazze sul suolo ghiacciato dal rigido inverno, tra il pianto innocente dei bambini, tra le urla di dolore strazianti delle madri che piangevano i loro figli sacrificatisi come Cristo sulla croce? Alle fronde dei salici [1] , per un pegno di silenzio, abbiamo appeso le nostre poesie [2] , che ora restano sospese nel dolore che soffia su di noi. In questa poesia così  passio...

«Io sono molto leggero, sì, sì, leg-ge-ro, leggerissimo»

Immagine
Titolo : Il codice di Perelà Autore: Aldo Palazzeschi (1885-1974). Genere: romanzo futurista? Anti-romanzo? Satira politica? …semplicemente un romanzo geniale! In un periodo come quello alla vigilia della Grande Guerra, gli intellettuali futuristi considerati dai neutralisti e dai più moderati alla stregua di mitomani  per le loro forti affermazioni - « Non v'è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. » (dal Manifesto del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti) - si fanno strada in ogni campo del sapere e della cultura con il loro mito della forza, del movimento, della velocità, del progresso, dello svecchiamento del mondo. Aldo Palazzeschi si inserisce in questo filone culturale soprattutto come esponente di quell’ondata di novità, entusiasmo e libertà espressiva in ambito letterario. Perché mi ha incuriosita il Codice di Perelà? Sicuramente per la sua trama che trovo personalmente...

Miguel de Cervantes e Francesco Guccini, binomio poetico perfetto.

Immagine
Dopo una breve pausa estiva che mi ha vista in vacanza nella bella e “caliente” Spagna, oggi torno a ridare la “parola  alle parole” della letteratura dedicandone alcune proprio a quella stupenda terra. La prima naturale associazione che fa la mia mente quando pensa alla letteratura spagnola è, fanciullescamente, Miguel de Cervantes Saavedra,   ergo il famosissimo “ Don Chisciotte della Mancha” . Troppo scontato? Non se raccontato attraverso le parole di una struggente canzone del nostro Francesco Guccini. Ma procediamo per gradi. Ricordiamo tutti la storia dell’”hidalgo” spagnolo Don Chisciotte , nella vita di tutti i giorni Alonso Quijada, signorotto di campagna? In brevi passi questo è il plot : Alonso Quijada è un uomo squattrinato di umili origini che ha però una passione in grado di “arricchirlo” moralmente o almeno, nelle intenzioni: la letteratura cavalleresca . Divora libri di cavalieri e dame, di guerre combattute in nome di un codice etico elevato cost...

Ritorno in patria

Ritorno in Patria O brezze gentili, messaggere dell'Italia! E tu fiume amatissimo, coi tuoi pioppi! Monti ondulati! E tutte voi assolate cime, Siete dunque ancora voi? O Luogo di pace! In sogno, remoto mi sei Apparso, dopo giorni di desolata nostalgia E tu mia casa e voi giocosi compagni, Alberi delle colline a me così ben noti! Quanto tempo, quanto! Lontana ormai E' la pace del fanciullo, lontane giovinezza Gioia e amore; ma tu, terra dei padri! Tu sacra e paziente, sei rimasta. Ed affinché con te sopportino e assieme a te Gioiscano, allevi, o amata, i figli tuoi ! E poi nei sogni li richiami quando lontani Vagano e si perdono, infedeli. Ma quando poi nel cuore ardente al giovincello Si placano i prepotenti desideri E attoniti restano dinanzi al destino, allora Egli si rende a te con gioia, puro. Addio dunque, gioventù, sentiero di rose Dell'amore, e addio a voi tutti sentieri Del viandante! accogli dunque e benedici Nuovamente la mia vita, o cielo della patria! Fri...