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Recensione al romanzo "Un giorno questo dolore ti sarà utile" di Peter Cameron

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Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron (traduzione italiana di Giuseppina Oneto) In questa mia nuova pagina di riflessioni letterarie, vorrei provare a recensire un romanzo che ho letto in due giorni di viaggio tra treni e aerei. In genere quando viaggio preferisco portar con me letture più leggere o di svago, ma stavolta non è stato così. Sin dall’incipit ho intuito che doveva trattarsi di una storia “forte”, con un protagonista altrettanto forte e caparbio, testardo e spigoloso come molti adolescenti, in effetti, sono. Ho poi scoperto, navigando un po’ in rete, che da questo romanzo è stato tratto anche l’omonima pellicola “Un giorno questo dolore ti sarà utile”   film del 2011 diretto da Roberto Faenza. Ora che ho letto il libro, senz’altro guarderò il film! James è il nome dell’adolescente in questione, newyorkese doc, figlio di genitori separati, fratello di Gillian, una ragazza poco più che ventenne, studentessa universitaria legata senti...
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Leggenda barese La càp du Tùrk   (la testa del Turco). «Questa terra mi piace molto!» esclamò Mufarrag alla sua banda di pirati saraceni sbarcati da poco sulle coste pugliesi. Quel mattino, dopo aver lottato contro correnti sfavorevoli e aver rischiato l’ammutinamento dei suoi uomini, affamati e provati dalla lunga navigazione, finalmente il sultano Mufarrag era approdato a Bari . Dinanzi ai suoi occhi si stagliava un paesaggio mai visto prima. Il mare incorniciava un fazzoletto di terra ricca di vegetazione, prevalentemente ulivi e mandorli, abitata per lo più da pescatori che, a bordo delle proprie barchette di legno, immergevano in acqua e ritiravano con ritmo cadenzato, reti colme di pesce azzurro e di altri frutti del mare. Sullo sfondo di questa tela paesaggistica, si ergevano le mura della città, diversi castelli e fortini merlati che proteggevano fitti borghi abbelliti da piazze, monumenti e pavimentazioni lastricate in pietre di marmo. E più guardava q...

L'Arminuta di Donatella Di Pietrantonio-recensione

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In questo articolo, vi propongo la mia recensione di un romanzo che, a primo impatto, non mi aveva incuriosita abbastanza. Probabilmente per l’incomprensibilità del titolo: L’Arminuta (di Donatella di Pietrantonio , Einaudi editore). Una parola che, a chi abruzzese non è, suona   assolutamente oscura. Arminuta in vernacolo abruzzese   vuol dire “ritornata”. Questo libro ha vinto il Premio Campello 2017, ed ora credo davvero non sia stato un caso. Ambientata nella rurale e antica terra dell’Abruzzo degli anni ’50, questa   infatti, è la storia di un ritorno, di un riattacamento piuttosto tardivo alle proprie radici, da parte di un’ adolescente di 13 anni, il cui nome resterà ignoto fino alla fine del romanzo. La protagonista sarà sempre e semplicemente l’Arminuta per l'intera durata della lettura. E’ la storia di uno strappo violento e di una cucitura altrettanto traumatica, di un “rapimento” consensuale tra due famiglie, e di una restituzione al mitten...

Il Maestro di Francesco Carofiglio - recensione

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Una scrittura elegante e discreta, quella di Francesco Carofiglio ne “Il Maestro”(Edizioni Piemme), uno sfiorare con delicatezza l’animo del lettore che, nel corso delle pagine, inevitabilmente, viene rapito da questa storia romantica, triste, commovente. Il protagonista è Corrado Lazzari, il più celebre e acclamato attore del Novecento, ormai decaduto nel corpo e nella gloria, vinto dall’età avanzata e lontano dal successo e dalla fama di un tempo. Le feste di gala, i viaggi in giro per tutta Europa, gli spettacoli teatrali in cui recitava affianco ad altre celebrità, hanno lasciato il posto ad una vita forzatamente sobria, scandita dalla somministrazione dei farmaci, annegata nei “ liquidi silenzi” di un’insopportabile solitudine all’interno di un   piccolo appartamento nel cuore di Roma, dove Corrado cerca di sopravvivere alla nostalgia del passato. “Dentro questa stanza, ci sono poche cose. E la domenica il silenzio le incarta” Sembra che nessuno si ricordi ...

Recensione al film "La forma dell'acqua"

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In questo articolo mi piacerebbe condividere le mie personalissime opinioni su un film che ho visto di recente e che mi ha particolarmente emozionata, anzi, totalmente incantata, come una bimba quando ascolta a bocca aperta una storia fantastica, una fiaba. Perché appunto, di fiaba trattasi, con tutte le caratteristiche (tematiche, strutturali, sceniche, musicali)  di una fiaba drammatizzata. Il regista Guillermo del Toro , però, è riuscito a fare molto di più. Non ha narrato solo una fiaba, ma ha utilizzato ogni strumento a sua disposizione per contestualizzare la sua storia e renderla il più attuale possibile, specchio della società odierna, facendoci riflettere su tematiche importantissime di spessore sociale, politico, etico, toccando nel profondo l'animo dello spettatore. Cosa c'è di fiabesco nel film: 1. La protagonista , una giovane dalle sembianze di Cenerentola, che lavora come inserviente addetta alle pulizie presso un grande centro di ricerca scientific...

Fiaba: Il mostro della caverna

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Nel buio e nel freddo di quell’antro profondo, scavato nella parete di un’antica montagna, potevano udirsi di tanto in tanto, strani suoni gravi e vibranti, quasi lamenti indistinti e confusi che aumentavano specialmente di notte, mentre di giorno, si perdevano nei rumori della natura mescolandosi al cinguettio degli uccelli o al verso di qualche animale selvatico. Gli abitanti dei villaggi che sorgevano ai piedi di quella montagna, ben si guardavano dall’avvicinarsi a quella caverna, convinti che all’interno ci vivesse un essere mostruoso, divoratore di carne umana, dalle fauci larghe e schiumose e i denti acuminati, dagli arti robusti e pelosi e le unghie taglienti, tant’è che quei lamenti notturni, secondo molte persone, altro non erano che urla di dolore che il mostro emetteva ferendosi da solo proprio con quelle unghie, ogni volta che si grattava il capo o il volto o qualsiasi parte del corpo.  Le madri impedivano ai propri figlioli di andare a giocare in quel bo...